I classici della letteratura in versione clown

Sabato 10 dicembre inizia un laboratorio di teatro per bambini. I classici della letteratura in versione clown.

Lo scopo è usare la tecnica del clown per rigirare come un calzino alcune scenette dei classici della letteratura per ragazzi.

Gli incontri si terranno il sabato pomeriggio, presso l'Associazione Progetto Arcobaleno, in via del Leone 9 a Firenze. La parecipazione è gratuita, previa iscrizione.

Profughi in un altro mondo

L'Italia era in piena guerra civile. Dopo tre anni di combattimenti le milizie antisistema, con l'aiuto di alcune forze extraparlamentari di destra e sinistra, riuscirono a impadronirsi di Roma. Nel frattempo il territorio fu devastato e chi poteva fuggiva per paura dei bombardamenti e dei gruppi armati che ti fucilavano sul posto se scoprivano che non eri dalla loro parte. Anche le forze governative della quarta repubblica non scherzavano e rispondevano alla brutalità con brutalità. Entrambi gli schieramenti dichiaravano di lottare per amore, gli insorti chiamavano se stessi popolari e gli altri élite; gli altri chiamavano se stessi democratici e populisti gli avversari.

La gente disperata scappava a piedi per sfuggire ai controlli nelle stazioni e negli aeroporti, occupati dagli eserciti avversari. Dal nome e cognome era possibile risalire a tutto il materiale postato in rete da una persona sui blog, forum e social network. Erano in grado di rintracciare tutto, anche i post cancellati. Bastava un meme sbagliato per meritare una pallottola in testa davanti agli occhi atterriti di parenti e amici. I fuggitivi attraversavano i boschi per arrivare verso la costa, dato che i confini terrestri erano sorvegliatissimi. Molti morivano per strada di stenti oppure venivano uccisi dai malavitosi che dettavano legge nelle campagne. Le donne e i bambini venivano stuprati. C'erano donne che preferivano uccidersi all'istante quando incontravano gruppi mafiosi che pretendevano il pedaggio. C'erano uomini che uccidevano i figli per salvarli dai trafficanti. La popolazione era martoriata.

Un incontro con la gastronomia ecuadoriana e la solidarietà

La comunità ecuadoriana di Firenze organizza un pranzo con giochi tradizionali, danza e musica.

A un mese dal tragico terremoto che ha provocato più di 600 vittime e 28.000 sfollati, la comunità ecuadoriana di Firenze organizza un pranzo solidale il cui ricavato sarà destinato alle istituzioni che si occupano della ricostruzione e del sostegno alla popolazione vittima del terremoto del 16 aprile scorso.

La mattina di domenica 22 maggio dalle 11.00, in un ampio prato, sarà possibile conoscere la cultura ecuadoriana attraverso la gastronomia, i giochi e la musica. Si potranno assaggiare piatti tipici della zona andina e della costa, inoltre chi vorrà potrà partecipare al campionato del gioco nazionale di carte, il 40.

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