Storie

Quando la malattia è legata al permesso di soggiorno

Gli anni passano e lasciano la loro impronta sulla nostra salute come i canali scavati dalle gomme di un SUV su una strada fangosa. Oggi sono pessimista e ho un buon motivo: sono tre notti che non dormo per colpa della mia sinusite stagionale. Mi sveglio a notte fonda perché non riesco a respirare. Non solo, il mio naso fa più rumore di una teiera in ebollizione.

Detta così sembrerebbe un problemino da niente. Vai dal dottore e fatti dare qualcosa, direte. Infatti sono andato allo studio della mia dottoressa e in sala d'attesa ho spiegato che sono il tipo con la sinusite e l'asma, quello che ha bisogno dello spray e le pilloline, che non c'è bisogno di chiedere un appuntamento, tanto la dottoressa sa chi sono e mi manda la ricetta direttamente nella farmacia qui vicino, dove io andrò a prendere le mie medicine al più presto. La signorina della reception, educata e gentilissima, prende nota e mi dice di passare dalla farmacia nel tardo pomeriggio. Sembra quasi fatta ma no, quel giorno non ce la faccio a passare, mi rassegno ad affrontare un'altra notte insonne e mi rincuoro pensando che l'indomani sarà tutto finito e potrò dormire in pace.

Il giorno dopo faccio tardi, solo nel pomeriggio riesco a passare e a chiedere della mia benedetta ricetta. La signora farmacista mi chiede di aspettare mentre cerca il mio nome tra la montagna di fogliettini rossi che si scorgono dentro un cassetto dietro il bancone. Dopo un minuto si gira con aria contrita: il mio nome non c'è. Com'è possibile? Cerco di spiegare tutto ancora una volta ma la signora mi ferma e mi chiede con aria un po' imbarazzata. Il suo permesso di soggiorno è a posto? Io rimango di sasso. Che razza di domanda è? Ad un tratto capisco tutto e mi viene voglia di strapparmi i capelli.

Un modello di teatro e di vita

immagine - clown alberoIn quasi tutte le attività legate alla creatività ci si può collocare all'interno di due poli opposti: fondersi totalmente con un territorio o una comunità di persone, assecondandone virtù e vizi; oppure cercare di trasformarsi in qualcosa di nuovo, attraente e trainante, capace di cambiare la vita e la cultura di molti. Spesso la risposta più adeguata è la famosa via di mezzo, cioè passare dall'amalgama alla spinta a seconda delle circostanze e dei periodi. In questo caso, una compagnia teatrale è riuscita a trovare un equilibrio virtuoso tra vita comunitaria e ricerca estetica, dando forma a una storia da cui trarre ispirazione.

La figura del bandito

Traduzione libera di un brano tratto dal romanzo "Polvo y ceniza", dello scrittore ecuadoriano Eliécer Cárdenas, pubblicato per la prima volta nel 1975. Il protagonista della storia è il brigante Naún Briones, una sorta di Robin Hood che ogni tanto pone i suoi interessi davanti a quelli dei contadini ma che nel complesso resta dalla parte dei deboli. Personaggio ombroso e affascinante, quando ha bisogno di divertimento cerca svago nelle feste di paese. L'unico accorgimento che adotta per non essere riconosciuto e radersi la barba incolta, tanto basta per cambiare la sua fisionomia.

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