Gli alberi dell’Arno: con la plastica fino alla chioma

Lo scorso 17 novembre Firenze e tutta la Toscana hanno visto crescere l’Arno fino a raggiungere livelli da spavento, che rimandavano ai tristi ricordi della storica alluvione del 1966. Dalle parti del parco delle Cascine molte persone sono state testimoni di come il fiume in piena è stato capace di immergere quasi completamente gli alberi piantati alla base dell’argine, lasciandone libera soltanto la parte superiore della chioma.

L’Arno ormai è ritornato ai livelli normali ma il passaggio della piena ha lasciato molte tracce. Alcune delle quali fanno, o dovrebbero fare, riflettere.

Oggi, approfittando del sole, in molti si sono riversati sui viali delle Cascine per fare una passeggiata. Lungo il viale George Washington, andando in direzione del Monumento al Principe Indiano, chi si fermava poteva vedere sulla sponda opposta alcuni alberi che ad uno sguardo affrettato potevano sembrare decorati. Il fatto è che non erano stati decorati da nessuno, i rami di ogni chioma hanno raccattato e agganciato molta immondizia portata dall'acqua. Buste di plastica al posto delle palline natalizie.

Questo 2020 è iniziato portando infauste notizie da tutto il mondo: incendi, guerre, emergenza climatica. Quegli alberi sembrano quasi un monumento alla nostra condizione. Sempre in piedi ma nudi e fragili, in balia a forze enormi che non comprendiamo appieno e per di più ricoperti di funesti addobbi. Non importa quando siamo bravi a nascondere sotto il tappetto la spazzatura e il sudicio, essi tornano a galla quando meno lo aspettiamo.