Perché sto imparando di più con la didattica a distanza che a scuola

Questa è una traduzione di una lettera scritta da una studentessa di scuola media e pubblicata dal New York Times. In questo periodo di dibattiti sull'educazione a distanza e visto che in tutto il mondo ci troviamo a vivere le stesse circostanze, questa è un'opinione che può arricchire la discussione.

Chiacchiericcio continuo. Distruzione dei materiali. Mancanza di rispetto verso gli insegnanti. Soffiate continue durante le prove scritte. Gli studenti spingono, scalciano, si colpiscono l'un l'altro e rotolano persino a terra. Questo è ciò che accade nella mia scuola ogni singolo giorno.

Forse pensate che io scherzi, ma vi assicuro che non è così.

Dal comportamento dei miei compagni potreste credere che sono in seconda o quarta elementare. Ma in realtà sto per entrare in un liceo di New York e, durante i miei tre anni di scuola media, questo tipo di interruzioni si sono verificate ripetutamente in ogni lezione.

Ecco perché sono favorevole alla didattica a distanza che il sistema scolastico di New York City ha istituito da quando la pandemia di coronavirus è iniziata. Se le nostre scuole usassero questa esperienza per capire come supportare meglio gli insegnanti in classe, noi studenti avremmo la possibilità di imparare meglio quando torneremo.

Spiego il perché.

Seguo la didattica a distanza dal 23 marzo e trovo che sto imparando di più, e con maggiore facilità, rispetto a quando frequentavo le lezioni frontali. Posso seguire il mio ritmo senza essere interrotta da studenti irruenti e insegnanti che sembrano incapaci di gestirli.

Gli studenti non disposti ad autoregolarsi o incapaci di farlo sottraggono prezioso tempo di lezione, spesso impedendo ai loro compagni di classe di essere preparati per prove e valutazioni. Ho fatto dei test che includevano interi argomenti che non abbiamo mai affrontato perché la lezione non è arrivata a termine oppure perché non siamo riusciti a concentrarci a sufficienza.

Non invidio il lavoro di un insegnante di scuola media. È tutt'altro che facile seguire 26 adolescenti. E durante i miei tre anni di scuola media, ho incontrato pochi insegnanti in grado di gestire bene le loro classi: capaci di applicare regole coerenti, trattare gli studenti in modo equo e guadagnarsi il loro rispetto.

La mia scuola pone grande enfasi nell’apprendimento cooperativo; circa l'80% del nostro lavoro è svolto in gruppi da tre a cinque studenti. Ciò mette gli studenti più volenterosi nella posizione di dover imporre disciplina ai coetanei che non si comportano bene e a dover convincere i membri più riluttanti a contribuire.

La didattica a distanza mi dà un maggiore controllo dei miei studi. Posso concentrare più tempo su argomenti che richiedono maggiore impegno e studio. Non devo passare attraverso un insegnante che ripete questioni già analizzate. Posso anche collaborare con altri studenti, ma in modo molto più efficace. Mi sto davvero divertendo su FaceTiming con gli amici che contribuiscono al lavoro da prospettive diverse e con nuovi spunti; ci sfidiamo a vicenda ed è un'esperienza di apprendimento più ricca.

Ho anche scoperto che in alcuni casi preferisco le lezioni pubblicate dai miei insegnanti su Google Classroom rispetto alle lezioni frontali. Quest'anno ho lottato con la matematica. L'insegnante raramente ha avuto pazienza per le domande dato che ha trascorso almeno un terzo del tempo nel tentativo di richiamare la classe all'ordine. Spesso, quando fissavo un appuntamento con il docente prima dell’inizio delle lezioni, alla sua porta c'era già un ammasso di studenti con questioni da sottoporgli. Non poteva aiutare tutti in 20 minuti prima della campanella. Altre volte non si presentava.

Con la didattica a distanza, tutto quel tempo perso viene eliminato. Mi fermo e torno indietro nel video dell'insegnante quando ne ho bisogno e sono in grado di comprendere la lezione il giorno in cui si è svolta. Se sono confusa, fisso un appuntamento per il ricevimento settimanale online (che dura dai 60 ai 90 minuti); non ci sono mai più di due o tre studenti presenti.

Il fatto che stia imparando molto meglio lontano dall'aula dimostra che qualcosa non va nel nostro sistema. Due settimane fa, la mia scuola ha iniziato a sperimentare le lezioni in diretta su Google Meet. Sfortunatamente, gli stessi insegnanti che lottano per gestire gli studenti in classe devono lottare anche online.

Cosa si può prendere dalla didattica a distanza da riportare alla didattica in classe? Ho alcuni suggerimenti. In primo luogo, gli insegnanti dovrebbero inviare lezioni video registrate a tutti gli studenti dopo la lezione (tramite e-mail o piattaforme online). In secondo luogo, gli insegnanti dovrebbero poter offrire agli studenti orari di ricevimento più lunghi, con incontri individuali o a piccoli gruppi. In terzo luogo, gli insegnanti più capaci dovrebbero essere pagati di più per condurre i corsi di formazione richiesti per i loro colleghi, oltre a incontri di potenziamento a seconda del bisogno.

I primi due suggerimenti sono stati messi in atto durante l'apprendimento a distanza e hanno già avuto un grande successo. Spero che continuino quando torniamo a scuola e che le scuole sfruttino questa opportunità per migliorare le esperienze di apprendimento di tutti i loro studenti.

Veronique Mintz