Appunti di viaggio

Prigionieri del futuro

Quando un migrante parte alla ricerca di un sogno, tutte le sue aspettative di un futuro migliore vengono depositate in un piccolo spazio dentro il proprio cuore. In questo posto stretto ma caldo, rimangono stipati i desideri e le immagini di ciò che un giorno, si spera, avverrà. Il problema nasce quando il futuro diventa il luogo della felicità, perché in questo modo si dimentica che il viaggio è quel che conta. Mentre si cerca con follia di raggiungere l'orizzonte, gli anni passano velocemente e la vita, quella vera, viene sempre rimandata. Quel che resta da spendere nel presente non è vita ma attesa, perenne e infinita attesa che trasforma il viaggiatore in un prigioniero. 

Quando il presente diventa marginale è vissuto con disprezzo, cacciato via in attesa dell'agognato futuro, che per forza di cose si trasformerà in un nuovo e fastidioso presente appena avrà varcato la soglia di casa. È una trappola infernale. Questa uccisione del presente comporta anche un'uccisione del passato, il quale viene deprivato da ogni protagonismo in quanto figlio di un presente incapace di trasmettere alcuna essenza. La storia della vita si vanifica, la sua funzione come fonte di conoscenza attraverso la narrazione viene annullata perché essa rimane sempre uguale a se stessa.

Le frasi di un seienne (2)

Questa è la seconda raccolta di frasi pronunciate dal mio seienne, dopo la prima pubblicata qualche mese fa. Frasi di questo tipo sono ben note ad ogni genitore, che di sicuro ogni giorno ne sente parecchie; ovviamente la quantità è tale che non si ha mai la memoria per ricordarle tutte o la prontezza di scriverle da qualche parte. Ecco la seconda manciata di piccole frecciatine di sfrontatezza. 

La nonna al seienne: dammi una patatina. Lui: no perché sono buone e se ti piacciono me ne chiedi un'altra. 

Il seienne: ho usato quello delle uova per distruggere tutte le nuvolette e tutti i castelli. Io: cosa?? Lui: papà!! Angry birds!!

Noi al seienne: e se iniziassimo a lavorare da casa per stare più tempo insieme? Lui: telefonate ai vostri capi però, sennò si preoccupano.

Io al seienne: metti in tasca la caramella che ti ha regalato il signore. Lui: troppo tardi, ce l'ho già in bocca.

Il laboratorio infedele e la lingua che scappa

Il grande Ferdinand de Saussure, fondatore della linguistica moderna, diceva che ogni persona su questo mondo ha due cose: la parole, cioè la capacità di esprimersi con il linguaggio verbale; e la langue, ovvero la lingua parlata, grazie alla quale si entra a far parte di una comunità linguistica.

Parola e lingua. La parola è individuale, la lingua è collettiva. La cosa interessante è che la langue, cioè la lingua, non esiste fisicamente ma vive soltanto nella mente dei parlanti.

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